LA NUOVA TEORIA DEL CANCRO

15 Febbraio 2018
Visite: 312

Attualmente il cancro rappresenta la seconda causa di morte nel mondo: secondo l'OMS otto milioni di persone muoiono ogni anno per questa terribile malattia. Sembra che l'attuale modello scientifico e terapeutico del cancro abbia raggiunto i suoi limiti e se si vogliono migliorare ulteriormente i risultati, occorre guardare in direzioni diverse. La difficoltà nel trovare una cura per questa patologia è legata alla sua multifattorialità, cioè le cause scatenanti possono essere molteplici:

EREDITARIETA'

La scoperta dell'epigenetica (scienza che studia i fattori che influenzano l'espressione genica), ha cambiato radicalmente il concetto di ereditarietà, poichè è stato scoperto che i geni non sono delle entità statiche, ma delle unità dinamiche che regolano la loro espressione in funzione delle condizioni e dell'ambiente in cui si trovano, per cui i fattori esterni che possono modificare i geni possono essere l'alimentazione, il carico tossico, le carenze di micro e macronutrienti, lo stress, l'esercizio fisico, le radiazioni elettromagnetiche. Queste nuove scoperte hanno ridotto drasticamente l'incidenza dell'ereditarietà tra il 3%-10%: il restante 90% si trova nelle nostre mani e sta a noi scegliere se sfruttare questo margine in senso positivo o negativo.

EVOLUZIONE

Alcun teorie evoluzionistiche affermano che ammalarsi di cancro sia un fatto naurale, legato all'aumento della longevità e più l'umanità riuscirà ad aumentare la sua longevità, più il cancro diventerà una malattia inevitabile. Secondo la professoressa Rosalie David, autrice di un articolo pubblicatosu Nature Reviews Cancer: non c'è nulla nell'ambiente naturale che possa provocare il cancro, è una malattia causata dall'uomo stesso che sorge dall'inquinamento ambientale, deviazioni alimentari e stile di vita. I ricercatori giunsero a questa conclusione dopo aver studiato migliaia di campioni umani e animali dell'antichità, scoprendo che i tessuti cancerosi in tali reperti erano estremamente rari.

STRESS

'E la risposta ormonale del nostro corpo ad un fattore percepito come minaccia per la sopravvivenza, di tipo reale od immaginaria. Funziona sia come causa sia come fattore scatenante ed una volta attivato trasforma una predisposizione in malattia. Stress non significa ciò che ci accade, ma quello che si percepisce accadere. Quando il corpo è in difficoltà (minaccia reale od immaginaria) rilascia i cosiddetti ormoni dello stress (adrenalina e cortisolo) per aumentare la possibilità di sopravvivere al pericolo percepito, ma facendo questo influenza la capacità del corpo di regolare l'infiammazione. Un organismo in perfetto bilancio biochimico può sopportare degli stress significativi senza ammalarsi e nel caso ciò accada la malattia sarà di minore gravità e avrà un decorso più breve.

LA TEORIA DELLE MUTAZIONI

Secondo questa teoria l'accumulo di mutazioni casuali nel DNA durante la nostra vita porta a cambiamenti distruttivi del codice genetico che provocano il cancro; le mutazioni casuali hanno certamente un ruolo nell'attivazione e nello sviluppo del cancro, ma non possono da sole dare una spiegazione completa del problema.

LA NUOVA TEORIA DI DAVIES E LINEWEAVER

Questi ricercatori sostengono che il cancro sia il risultato dell'attivazione di meccanismi cellulari antichi che si trovano in uno stato dormiente; nel DNA di ogni organismo infatti esistono dei geni cosiddetti "atavici", retaggio del nostro passato evolutivo di specie, che non vengono espressi grazie a dei meccanismi inibitori da parte di geni soppressori. Quando l'ambiente si modifica in modo radicale discostandosi dalla normalità (bassa concentrazione di ossigeno, aumento dell'acidità tissutale), si attivano questi meccanismi primitivi che consentono una maggiore capacità di sopravvivenza in tali condizioni. Paradossalmente il cancro rappresenta un meccanismo di sicurezza che garantisce una sopravvivenza di base, la stessa che era presente un miliardo di anni fa sulla terra quando le condizioni del pianeta erano totalmente diverse (bassa concentrazione di ossigeno, ambiente acido) e prevalevano organismi unicellulari che avevano una funzione di base simile a quella di un tumore. Le nostre cellule entrano quindi in funzione cancerosa nel tentativo di sopravvivere in un ambiente ostile, pertanto l'alterazione dell'equilibrio biochimico sembra essere la causa principale che sta dietro all'insorgenza del cancro. I fattori che alterano l'equilibrio biochimico e portano all'attivazione di questi geni repressi sono essenzialmente due:

1) AUMENTO DEI RADICALI LIBERI: all'interno del mitocondrio il 3% dell'ossigeno che respiriamo si trasforma in radicali liberi per produrre energia (ATP); successivamente interviene il glutatione, un antiossidante endogeno prodotto dal nostro corpo, che inattiva i radicali liberi. La conseguente riattivazione del glutatione però, necessita la disponibilità di NADPH, un coenzima prodotto nella via del Pentosio-Fosfato, processo che si interrompe per la presenza di un eccesso di ATP prodotti con la glicolisi anaerobica (via del glucosio). Una dieta a prevalenza di carboidrati quindi, stimola la produzione di insulina, che a sua volta obbliga la cellula ad utilizzare glucosio attraverso la glicolisi con aumento della produzione di ATP, blocco della produzione di NADPH/glutatione, aumento dei radicali liberi in grado di danneggiare il DNA delle cellule. L'aumento dei radicali liberi è anche legato al malfunzionamento dei mitocondri dovuto all'aumento della glicolisi stimolata dai carboidrati, che impedisce alla cellula di riconoscere i mitocondri non più efficienti; inoltre l'insulina inibisce l'azione delle sirtuine, enzimi che promuovono la crescita di nuovi mitocondri e la sostituzione di quelli danneggiati.

2) AUMENTO DELLE NITROSAMMINE: composti ad azione cancerogena che si formano in ambiente acido e richiedono la presenza di nitriti ed ammine biogene; i nitriti si formano dai nitrati assunti con gli alimenti nella bocca e nell'intestino ad opera dei batteri in seguito all'assunzione di carboidrati, mentre le ammine biogene (Istamina la più importante) si producono nell'intestino sempre ad opera dei batteri a causa della disbiosi indotta sempre dai carboidrati. L'aumento dei batteri nell'intestino inoltre, attiva selettivamente l'aumento dei linfociti TH2 per combattere la disbiosi, con riduzione dei TH1, deputati invece ad eliminare le cellule tumorali; a tutto ciò si associa l'azione del cortisolo, stimolato dall'ipoglicemia reattiva causata dall'intervento dell'insulina, che distrugge i TH1 aggravando ancora di più la situazione.

In base a questa teoria quindi, è facile capire come, da un punto di vista terapeutico, non sia sufficiente limitarsi a distruggere le cellule tumorali se non si riporta il corpo il più vicino possibile alla condizione fisiologica. Il mantenimento dell'equilibrio biochimico e cioè il nostro stato di salute, si ottiene attraverso le seguenti strategie:

-Consumare un apporto adeguato di cibi antiossidanti (frutta e verdura fresca di origine biologica, caffè, cacao).

-Bere acqua alcalina.

-Eliminare cibi ricchi di zucchero (pane, pasta, riso, pizza, dolci, legumi, patate, bevande gassate, birra, alcolici), poichè lo zucchero e tutti i suoi derivati è il carburante preferito delle cellule tumorali, che utilizzano la glicolisi anaerobica (via del glucosio).

-Eliminare cibi contenenti IgF1 (fattore di crescita), quali latte, yogurt e formaggi freschi, preferendo formaggi stagionati.

-Aumentare il consumo di proteine animali e grassi, in modo da utilizzare prevalentemente il ciclo di Krebs (respirazione cellulare aerobica) ed affamare le cellule tumorali.

-Dormire 7-8 ore al giorno.

-Svolgere attività fisica, almeno 3 ore a settimana, per aumentare l'ossigenazione dei tessuti.

-Adottare tecniche antistress (meditazione, yoga, training autogeno).

-Risolvere i conflitti interiori.

-Utilizzare integratori alimentari di tipo naturale a dosi elevate.