LE VERE CAUSE DELL'ATEROSCLEROSI

12 Febbraio 2018
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L'ATS è una malattia degenerativa multifattoriale che colpisce le arterie di medio e grosso calibro creando infiammazione ed irrigidimento a causa del deposito di grassi e globuli bianchi nello strato più interno della parete, creando i cosiddetti ateromi o placche aterosclerotiche, molto pericolose perchè, a causa dell'infiammazione cronica, possono staccarsi piccoli frammenti e dare embolie periferiche. L'ATS nel mondo rappresenta un problema sanitario molto importante perchè le patologie che possono originarsi, l'ictus e l'infarto, rappresentano attualmente la prima causa di morte nei paesi industrializzati.

Fattori di rischio non modificabili:

1-ETA': colpisce prevalentemente i soggetti anziani essendo legato al processo degenerativo delle pareti arteriose.

2-SESSO: è più frequente tra i maschi, in quanto le donne sono protette, fino alla menopausa, dal profilo ormonale.

3-GENETICA: la presenza della patologia nei familiari deve essere considerata per adottare i corretti stili di vita.

Fattori di rischio modificabili:

1-FUMO DI SIGARETTA: aumenta lo stress ossidativo a carico delle cellule dell'endotelio vascolare aggravando la risposta infiammatoria locale.

2-IPERCOLESTEROLEMIA: in particolare va tenuto sotto controllo il valore plasmatico delle LDL, che non deve superare i 100 mg/dl.

3-IPERTENSIONE: esiste una relazione diretta tra l'aumento della pressione ed il rischio di ictus ed infarto.

4-OBESITA': i soggetti obesi spesso sono anche ipertesi, ipercolesterolemici, sedentari e quindi hanno più fattori di rischio associati.

5-SEDENTARIETA': l'attività fisica riduce tutti i fattori di rischio elencati.

6-DIABETE: proporzionalità diretta tra l'aumento della glicemia e l'aumento del rischio cardiovascolare.

I nostri tessuti, e quindi anche le arterie, hanno una capacità di rigenerazione molto efficace; in particolare occorre analizzare di cosa sono costituite le arterie per capire come mai si possono instaurare lesioni a tale livello. Le arterie infatti, come tutti i nostri organi, sono costituite prevalentemente da tessuto connettivo a base di COLLAGENE, una particolare proteina costituita da 2 aminoacidi, la LISINA e la PROLINA, il cui assemblaggio necessita di VITAMINA C. La lisina è un aminoacido essenziale che il nostro corpo non produce e pertanto deve essere assunto con i cibi (carne, uova, pesce e formaggi), mentre la prolina è un aminoacido non essenziale, cioè il nostro organismo riesce a produrlo. Anche la vitamina C è di tipo essenziale, cioè è l'unica vitamina che il nostro corpo non produce e quindi va assunta con gli alimenti; la ritroviamo prevalentemente in frutta e verdura fresca. I cibi attuali non sono più come una volta: le colture intensive, l'impoverimento del suolo, l'uso di fertilizzanti industriali, le colture ibride e le modificazioni genetiche hanno ridotto il valore nutritivo di frutta e verdura sia per quanto riguarda la componente vitaminica che minerale. Secondo i dati del vertice mondiale per la Terra nel 1992 a Rio de Janeiro, l'impoverimento del suolo è enormemente peggiorato durante gli ultimi 100 anni: i suoli con il maggior tasso di esaurimento sono gli Stati Uniti e il Canada (85%), l'America meridionale e l'Asia (76%) e l'Europa (72%). Un recente rapporto del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, conferma la diminuzione del valore nutrizionale di frutta e verdura dal 1975 ad oggi:

-Frutta: perdita di vitamina C del 31%.

-Mele: perdita di vitamina A del 41%.

-Broccoli: perdita di calcio e vitamina C del 50%.

-Cavolfiore: perdita di vitamina C del 45%, del 48% di vitamina B1 e del 47% di vitamina B2.

-Insalata verde: perdita di vitamina A del del 45%, di potassio del 60% e di magnesio dell'85%.

Tutto ciò è ulteriormente complicato dall'aggiunta di sostanze chimiche negli alimenti allo scopo di esaltare il loro sapore. Quindi, la stragrande maggioranza dei cibi che mangiamo oggi sono "vuoti" e non forniscono più al corpo le sostanze necessarie per eseguire le corrette reazioni chimiche per il mantenimento dello stato di salute. Secondo B. Ames e J.M. Mc Ginnis, esperti di salute pubblica, le carenze a livello di micronutrienti, dovute ad una dieta ricca di calorie ma a basso valore nutritivo, accelerano l'incidenza di malattie croniche, dell'invecchiamento e del cancro. Il paradosso quindi è che l'uomo moderno si ammala di malattie croniche mangiando cibi vuoti, cioè ricchi di calorie ma poveri di micronutrienti (vitamine e sali minerali).

Nel caso specifico dell'ATS, la carenza cronica di vitamina C impedisce l'assemblaggio degli aminoacidi prolina e lisina per la formazione del collagene, da cui la comparsa di lesioni sull'endotelio delle arterie che vengono riparate con la deposizione di LDL ossidate provocando infiammazione cronica e comparsa degli ateromi. L'ossidazione delle LDL è dovuta al contatto con il glucosio nel sangue, per cui maggiore è la quantità di zucchero nel sangue (pazienti diabetici) maggiore è la velocità di ossidazione delle LDL e quindi la loro capacità adesiva per formare placche. Non a caso i malati diabetici hanno come conseguenza diretta le malattie cardiovascolari che rappresentano la prima causa di morte ed invalidità in questo tipo di pazienti. Il glucosio presente nel sangue inoltre, attraverso l'ossidazione induce la formazione degli AGES (composti formati da 1 molecola di zucchero legata ad una molecola proteica) e ALES (1 molecola di zucchero+1 molecola di grasso) con conseguente produzione di radicali liberi; questi ultimi inibiscono la produzione di NO (ossido di azoto o ossido nitrico) da parte delle cellule endoteliali, impedendo l'azione vasodilatatrice delle arterie con persistenza dell'effetto vasocostrittore, che nel tempo provoca ipertensione.

Ne deriva quindi, che la corretta prevenzione e terapia delle malattie cardiovascolari si basa su un adeguato regime alimentare che riduca drasticamente la quantità dei carboidrati insulinici nella dieta con aumento della quota proteica, associando una integrazione di dosi generose di vitamina C, prolina e lisina.